Passi nella memoria, Arezzo

Arezzo
Memoria
Author

Francesco

Published

May 25, 2024

Il territorio di Arezzo è stato teatro, durante la seconda guerra mondiale, di numerosi conflitti, culminati nelle stragi che hanno disseminato di sangue il territorio aretino.

Cornice in onore del 30° anniversario della medaglia d’oro della provincia, con l’elenco dei luoghi delle stragi e morti per mano nazi-fascista. Ingresso del Palazzo della Provincia.

Nonostante la presenza del nemico, e le numerose perdite umane subite, il territorio di Arezzo “fu teatro di irriducibile opposizione al nemico occupante, da parte di agguerrite formazioni armate e delle patriottiche popolazioni di città e campagne, sui monti e nelle valli1“. Motivazione questa che valse alla Provincia la medaglia d’oro al valore militare nel 1984.

Tutto il territorio aretino è ricco di vari segni e testimonianze che ricordano tanti fatti e avvenimenti che hanno scritto un pezzo di “quella” storia. Consiglio di visitare il sito del Progetto Pietre della Memoria (https://www.pietredellamemoria.it) che raccoglie le informazioni su questi piccoli e grandi segni della memoria.

Con questo racconto-percorso propongo un giro alternativo intorno al centro e prima periferia di Arezzo, per scoprire alcuni di questi segni e conoscere la loro storia.

Il percorso

Il percorso proposto si svolge nei dintorni del centro di Arezzo, ed è consigliabile in bicicletta. Il punto di partenza è il parco Elisa Nofri, ovvero il piccolo parco di fronte al Parco Pertini, dove è presente il monumento ai caduti dei vigili del fuoco2.

Monumento ai vigili del fuoco. Foto: Arezzo Notizie

Si esce dal Parco in direzione via Benedetto da Maiano, per percorrere la ciclabile che ci porta in Via Giotto, che seguiamo fino ad arrivare al primo monumento, dedicato ai caduti dell’artiglieria. Si tratta di un cannone, in bronzo e ferro, di colore verde militare.

Monumento ai caduti dell’artiglieria

Si prosegue quindi sempre sulla ciclabile, in direzione del Parco Pertini, che percorriamo fino all’uscita che affaccia in Via Signorelli. Attraversando il marciapiede, possiamo trovare su una aiola il monumento ai caduti della strada3 e il monumento ai caduti dell’aviazione.

Monumento caduti dell’aviazione

Il monumento ai caduti dell’aviazione, realizzato su iniziativa del generale Giancarlo Dal Piaz, è rappresentato da una ala del caccia Starfighter 104, che ha fatto la storia dell’Areonautica Italiana, perché è stato il primo ad aver superato la velocità del suono.

Si prosegue quindi attraversando la strada per riprendere la ciclabile, che costeggia via Guadagnoli e il cinema Eden, e continuamo fino a giungere nei pressi della Stazione. Attraversiamo la strada verso la stazione degli autobus, per riprendere la ciclabile che ci porta fino all’ingresso della Casa dell’Energia - ex- fonderia Bastanzetti. Nei pressi dell’ingresso è presente un monumento che ricorda i martiri delle foibe.

Monumento ai martiri delle Foibe

Il monumento ricorda i terribili avvenimenti che, a partire dal settembre del 1945, portarono alla morte di tantissimi italiani nelle terre dell’Istria e della Dalmazia, vittime di una pulizia etnica da parte del regime di Tito.

Ci dirigiamo quindi al parco Ducci, per visitare il Campaccio. Si tratta di una collinetta artificiale al margine del parco, creata per commemorare lo scomparso cimitero degli ebrei. L’area dell’ex sepolcreto venne sistemata per iniziativa del sindaco Aldo Ducci, e il 27 gennaio 2001, “Giorno della Memoria” in ricordo delle vittime dell’Olocausto, fu collocato ai piedi della collinetta un cippo con alcuni versi tratti dal libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi4.

Il campaccio. Foto: Arezzo Notizie

Si ripercorre a ritroso la ciclabile, che abbiamo preso fino alla ex-fonderia Bastanzetti, e ci dirigiamo in piazza Cadorna, per visitare il monumento che ricorda le medaglie al valore militare della Provincia di Arezzo, di cui quest’anno si celebrano i quarant’anni dalla medaglia d’oro.

Monumento alle medaglie al valore della Provincia di Arezzo

Dalla Piazza, ci dirigiamo verso via Cavour, passando dalle Loggie del Grano, per dirigersi al Liceo Classico. All’ingresso è posto un monumento, realizzato da Mario Moschi, dedicato agli studenti del liceo classico caduti in guerra. Tra gli studenti caduti vittime della guerra, si annoverano il bersagliere Giuseppe Mancini, a cui è dedicato un monumento nel parco di Campo di Marte5 e Giuseppe Benvenuti (entrambi sono ricordati anche in una targa all’ingresso del palazzo del Comune di Arezzo), Sante Tani, anima della resistenza aretina, che venne torturato ed ucciso nel carcere di Arezzo (al cui interno è posto una targa a ricordo6) e Pio Borri, primo caduto della resistenza aretina. Nell’aula magna del liceo, a lui dedicata, è presente in una parete dei cimeli che ricordano lo studente, compresa la motivazione della medaglia d’oro.

Monumento ai caduti del liceo classico

Cimeli in onore di Pio Borri, primo caduto della resistenza aretina.

Continuiamo il nostro percorso prima per via Guido Monaco, e poi Via Petrarca, per percorrere in fondo alla via la via a sinistra, in salita, che ci porta a Poggio del Sole, dove è presente il monumento ai caduti della resistenza, realizzata dall’artista brasiliano Bruno Giorgi nel 1975 su incarico dell’allora sindaco Aldo Ducci.

Monumento ai caduti della resistenza

Finita la visita, raggiungiamo la ciclabile di Via Crispi, in pieno centro, fino a giungere al piccolo parco in via Signorelli, dove è presente il monumento ai caduti del mare. Il monumento è costituito da una base di pietra triangolare, su cui è posta un’altra pietra di forma piramidale simile ad uno scoglio, che sostiene una grande ancora di ferro, con la sua catena.

L’ancora, dedicata ai caduti del mare

Per terminare il giro, si prende la ciclabile che costeggia il Castro, per poi giungere in fondo a via Anconetana, a visitare l’ultimo monumento, dedicato ad Eliseo Brocherel7, un giovane di appena 23 anni ucciso da un noto fascista, per essersi rifiutato di fornire informazioni su partigiani ed esponenti della Resistenza.

Si termina quindi questo giro rientrando al Parco Pertini per chiudere un anello di 10 km, per un dislivello di 40 metri in salita.

Altri luoghi intorno ad Arezzo

Non li abbiamo visitati in questo racconto-percorso, ma si segnalano anche:

  • Cippo in memoria di Isolina Boldi e Annalisa Innocenti.

In Piazzetta San Niccolò, in pieno centro, questo monumento ricorda due donne, madre e figlia, vittime della ferocia della guerra. Gino Innocenti, artigiano aretino conosciuto per aver ideato il meccanismo del Buratto della Giostra del Saracino, viveva con la moglie Isolina e le tre figlie Annalisa, Lidia e Vanda in piazzetta San Niccolò. Il bombardamento della città, alla metà del gennaio 1944, li aveva costretti a sfollare da parenti a Policiano.

Il 3 luglio 1944, soldati tedeschi fecero irruzione nella casa, tentando di usare violenza delle due sorelle, Annalisa e Lidia. La mamma tenta di difenderle ma i soldati sparano e uccidono sul colpo Annalisa, mentre la madre viene ferita e poi finita con un colpo alla testa. Si salvò, seppure ferita, solo l’altra figlia Lidia8.

Cippo per la morte di due donne a San Niccolò
  • Cippo in ricordo della morte del tenente Meuret

Il monumento si trova nella strada che dal Parcheggio Petri porta a San Domenico. Il giovane tenente restò vittima del proprio generoso, ma purtroppo vano tentativo di liberare dal carcere di San Benedetto i partigiani Sante e don Giuseppe Tani, ed Aroldo Rossi il 15 giugno 1944. Nello scontro a fuoco nel carcere di Arezzo persero la vita anche il partigiano Giuseppe Oddone e quattro fascisti.

Cippo in ricordo morte di Meuret
  • Monumento ai caduti della provincia di Arezzo

Il monumento, posto all’entrata del Cimitero, riporta i nomi di tutti i caduti nella guerra e per rappresaglia nazifascista.

Monumento ai caduti della Provincia di Arezzo, Foto: G. Baldini
  • Monumento alle vittime civili

Posto nella rotonda tra via Arno e via Duccio da Buoninsegna, è stato realizzato dallo scultore Roggi per ricordare le vittime civili della guerra

Monumento alle vittime civili. Foto: Arezzo Notizie