
Ginezzo, situato a est di Cortona, rappresenta una via di collegamento montana tra la Valdichiana e il lago Trasimeno.
Proprio qui passa il famoso sentiero 50, che dal Lago Trasimeno arriva alla Verna, passando per l’Alpe di Poti e Catenaia, ricalcando l’itinerario che ha compiuto a piedi San Francesco da Assisi al Sacro Monte.
Nel 1924 venne creata la Colonia elioterapica di Ginezzo, rivolta non solo ai bisognosi ma a tutti i bambini delle scuole di Cortona e, successivamente, ai bambini malati di tubercolosi. Tali colonie si mantennero fino agli anni 60-70 del secolo scorso.

Monte Ginezzo, e i dintorni, meritano una visita per ammirare gli affacci sul Lago Trasimeno, godendosi il panorama… a piccoli passi.
Il percorso
Il punto di partenza è il Passo della Cerventosa, che si raggiunge dalla strada che da Cortona va verso Portole, continuando ancora un paio di km al passo. Si parcheggia nello spiazzo, dove sono presenti cartelli illustrativi del luogo.

Dal Passo si possono percorrere sia il sentiero 50, che la strada bianca forestale. Noi optiamo per la facile salita lungo la strada bianca.
Si percorre pertanto la strada per circa 2.7 km, in leggera salita, in un percorso un pò monotono, ma arricchito da begli affacci sulla Valdichiana.

Giunti a uno spiazzo erboso, si deve continuare a salire a dritta per arrivare a Monte Ginezzo.
Superato il pannello sulla sinistra, nascosta tra le ginestre, ci sarebbe una via che scende fino ad arrivare all’antica abbazia di Monte Ginezzo. Purtroppo sia il sentiero che l’abbazia sono oramai scomparsi, e pertanto il percorso per raggiungere i ruderi diventa molto difficile e non si riporta qui.


L’Abbazia di Monte Ginezzo, insieme a Sant’Egidio, facevano parte della proprietà camaldolese. I documenti più antichi, risalenti al 1198, citano l’abbazia come parte della diocesi di Arezzo. E’ un vero peccato che non rimanga niente, nemmeno un cartello, a preservare questo luogo dall’oblio!
Noi invece continuiamo a salire per meno di un km fino al prato di Monte Ginezzo, per godersi lo splendido affaccio sul Trasimeno


Lo spettacolo vale la breve passeggiata. Nel versante opposto è possibile ammirare il Catria, il Nerone e i Sibillini, molto spettacolari soprattutto d’inverno.

Non ci resta che rientrare sullo stesso percorso, o prendere il parallelo sentiero 50 dopo un km - al momento della visita, purtroppo il sentiero era un pò sporco. Noi decidiamo di rifare quasi tutta la strada bianca, e a circa 400 m dall’arrivo salire a destra per prendere il 50, per godersi l’ultima vista del Trasimeno, salire il poggio e piegare a sinistra, e avvistare la Diga della Cerventosa, a poche centinaia di metri sopra all’arrivo.



Oramai siamo a poche centinaia di metri in discesa fino al Passo. Tutto il percorso è lungo 7.3 km, per un dislivello complessivo di 200 m in salita.
La strage di Falzano
Non molto lontano da questi luoghi si è consumata l’eccidio nazista del 27 giugno 1944 a Falzano, recentemente e tristemente tornato agli onori di cronaca (si veda: https://www.arezzonotizie.it/attualita/appello-contro-eredi-strage-falzano.html).
Tra il 21 e 25 giugno, i partigiani erano attivi in questa zona a est di Cortona, in attesa dell’arrivo degli Alleati, e si trovarono a contatto il 26 con i tedeschi che stavano facendo razzie presso la fattoria Crocioni all’Aiuola. Dagli scontri furono uccisi due tedeschi. Il 27 le truppe tedesche tornarono nella zona degli scontri con numerosi rinforzi - fra cento e centocinquanta uomini- oltre alle auto blindate.
Con le mitragliatrici alla mano avanzarono verso il comando partigiano, che si era ritirato più a monte; i tedeschi, che rischiavano di andarsene senza aver concluso niente, cominciarono a scatenare la loro furia sulla popolazione locale. Fecero saltare una fattoria, una chiesa e cinque case nel paese di Falzano. In una delle case fecero prigioniere undici persone e le fecero saltare insieme alla casa; una persona riuscì miracolosamente a salvarsi dall’esplosione. Altre quattro persone, tra cui una donna, furono uccise dai tedeschi sulla strada verso l’obiettivo della rappresaglia; altre due case e un gran numero di fienili ed rimesse agricole furono distrutti dal fuoco1.
Informazioni utili
Mappe consigliata: Sentiero 50 (CAI)
Presenza di fonti: no