Continua la serie di esplorazioni in Valtiberina, sui sentieri della Linea Gotica, questa volta raggiungendo i crinali di uno dei luoghi più affascinanti di tutto il territorio aretino.
L’Alpe della Luna è una riserva naturale che fa da spartiacque tra Toscana, Marche e Umbria, tra i fiumi Metauro, Marecchia, Foglia e Afra. E’ un territorio ricco di formazioni marnacee che ne danno l’aspetto talora di paesaggio “lunare”, per l’appunto nella famosa Ripa della Luna. In questo racconto-percorso esploreremo l’Alpe e la Ripa dal versante tiberino, sopra Sansepolcro. In questa parte della montagna, sono presenti tante strutture di accoglienza e ospitalità, gestite da Filippo, “pastore” dell’Alpe della Luna, che dimostrano come la montagna sia ancora viva. Scopritela… a piccoli passi.
Il percorso
Per visitare l’Alpe dal versante tiberino, dobbiamo arrivare a Sansepolcro e da lì dirigersi verso la frazione Montagna. La strada è asfaltata fino a che, a circa un chilometro da Montagna, si trova la deviazione a sinistra verso la fattoria di Germagnano.
Qui la strada comincia a salire e diventa sterrata, ma fattibile andando piano. Si supera innanzitutto la Fattoria di Germagnano, la prima delle strutture di ospitalità e ristoro che troveremo in questa parte dell’Alpe, gestita da Filippo. La fattoria ha infatti una bottega che vende i prodotti derivanti dall’allevamento di asini e pecore, ma ha anche un ristorante e delle camere per dormire. Potete concedervi una prima visita agli animali della fattoria.
Superata la fattoria di Germagnano, si continua la strada sterrata in direzione La Spinella, un ampio rifugio che viene dato in autogestione.
Si deve salire in strada sterrata dalla fattoria per circa 2.7 km, per poi tenere la destra e continuare per altri 700 metri fino alla Spinella.
Vicino al Rifugio, che viene dato in autogestione, è presente un monumento ai caduti. Continuiamo con l’auto per circa 400 metri e si parcheggia appena troviamo spazio sufficiente per lasciare l’auto. Da qui si continua lungo la strada sterrata che porta a Pian delle Capanne, per staccarsi appena troviamo il cartello a destra che segnala la salita verso Monte Cucco, tramite il ripido sentiero CAI.
Da qui è tutta in costante e abbastanza ripida salita lungo il sentiero CAI, con prime vedute su Montedoglio e la comparsa di faggete sempre più belle, con faggi imponenti. Si sale per circa 2.3 km fino a trovare l’incrocio a sinistra col sentiero 00 che porta al Monte dei Frati e soprattutto alle iconiche viste della Ripa della Luna .
Seguendo il sentiero di crinale, poco dopo le Ripe, troviamo il bivacco Massi, un pò più sottostrada a sinistra, dove concedersi una pausa. Ci sono un paio di tavolini e panche all’esterno oltre a quelle nel piccolo bivacco.
Dopo la pausa, si riprende il sentiero facendo attenzione sulla destra a notare i cartelli della Linea Gotica. Si tratta più che altro, come anche nell’anello della Linea Gotica di Moggiona, delle buche scavate a mano o con la dinamite, usate come postazioni per mitragliatrice
Superate queste, si cammina qualche centinaio di metri fino a trovare l’incrocio di sentieri CAI. Noi dobbiamo girare a sinistra lungo il sentiero 8A verso Pian della Capanna, ma bisogna fare attenzione da qui in poi a seguire i segni CAI perchè ci sono vari incroci e bisogna prestare atttenzione a seguire i segni bianco-rossi, presenti ma non sempre visibilissimi.
Siamo comunque nel sentiero che in 2 km ci porta a Pian delle Capanne. Qui è presente una fonte e nel retro un bivacco sempre aperto, mentre il Rifugio apre dopo Pasqua e fa ristoro e pernotto di montagna.
Da qui in poi si segue la sterrata per circa 1.5 km per tornare all’auto. Il percorso è lungo 9.7 km, per un dislivello complessivo di 460 m in salita.
Rastrellamento sull’Alpe della Luna
Intorno alle montagne tra l’Alta Valle del Tevere e la Valle del Metauro erano presenti diverse bande di partigiani, tra cui la banda Francini, Panichi e Seccaroni che gravitavano da diversi versanti sull’Alpe della Luna. Il territorio era troppo strategico per i tedeschi, data la sua posizione tra i valichi di Viamaggio e Bocca Trabaria e i lavori sulla Linea Gotica. Fu per questo che a inizio giugno 1944 venne condotta una operazione repressiva nazi-fascista che investì tutto il territorio appenninico1.
Nelle prime ore del 3 giugno i nazi-fascisti si mossero da Pieve Santo Stefano, da Sestino, da Badia Tedalda e da Sansepolcro. Il rastrellamento costò la vita a sette giovani partigiani, tra cui Pasquale Alienati, fucilato a Pian delle Capanne, che rientrava da Monte Favalto dove aveva ritirato dalla Brigata Pio Borri materiale esplosivo, e Carlo Panichi, che stava cercando di avvertire i compagni della imboscata.
Per sfuggire al rastrellamento, il grosso della compagnia partigiana cercò una via di fuga verso Bocca Trabaria e Parchiule (Borgo Pace). Tra Montelabreve e Serra di Battiroli i partigiani marchigiani e slavi furono impegnati dai nazi-fascisti in un duro scontro. Riuscirono a sfuggire all’accerchiamento frazionandosi in piccoli gruppi. Dopo essersi raggruppati al passo della Guinza, tornarono nella zona tra Apecchio, Serravalle di Carda e Piobbico.
Informazioni utili
A Pian delle Capanne è presente un rifugio con servizio bar e ristorante, che apre dopo Pasqua. E’ presente inoltre un bivacco sempre aperto, e c’è un punto acqua.
A Germagnano è presente un ristorante e l’agriturismo, con camere per dormire. Vende anche prodotti caseari.
- Per info: https://www.fattoriadigermagnano.it
Footnotes
A. Tacchini - Guerra e Resistenza nell’Alta Valle del Tevere (1943-1944), Petruzzi 2015. Si veda anche il suo blog: storiatifernate.it↩︎