La Linea Gotica fu una poderosa opera difensiva fortificata, costruita dall’esercito tedesco nell’Italia centro-settentrionale, durante le fasi finali della campagna d’Italia, nella seconda guerra mondiale.
La linea si sviluppava dal Tirreno, dall’attuale provincia di Massa e Carrara, passando dalle Apuane, l’Appennino Pistoiese e successivamente per i crinali e i passi dell’Appennino tosco-romagnolo (Muraglione, Calla, Mandrioli), l’alta Valtiberina, fino a sfociare nell’Adriatico in provincia di Pesaro.
A Badia Tedalda, è stato creato un parco storico “diffuso”, per raccontare i segni e la storia del passaggio della Linea Gotica nel suo territorio, che conosceremo in un primo di due racconti-percorsi.
Itinerario 1: La visita al Parco di Badia Tedalda
Il Parco Storico si compone di una Sala Documentazione, allestita nei locali della Proloco di Badia Tedalda, un Parco della Memoria, e una serie di Itinerari.
Noi cominceremo dal Parco della Memoria, che si trova alle porte del paese (si possono trovare le coordinate qui).
Il Parco è stato realizzato nel 2011 per ricordare tutti i caduti civili e militari della Seconda Guerra Mondiale. Nei paesi di Badia Tedalda le vittime furono 951.
All’interno è presente un sentiero didattico che ci porta ad osservare una postazione ricostruita, e dei pannelli che raccontano la storia di quel periodo.
Dal Parco, tramite i segnavia giallo-blu, inizia un primo itinerario fino al Sasso di Cocchiola. Si sale in pochi minuti fino alla sommità del poggio sopra il parco, e si prosegue lungo il crinale – sempre seguendo i segnavia – fino a raggiungere una sterrata. D’ora in avanti si segue fedelmente il tracciato di questa – che era la vecchia strada che collegava Badia a Pratieghi – e in circa 45 minuti si raggiunge il Sasso di Cocchiola (nei pochi incroci che si incontrano i segnavia del Parco aiutano a seguire la giusta direzione). Sulla cima del Poggio vi sono dei cartelli e una postazione antiaerea ripristinata.
Terminata la visita del Sasso, da cui si osserva un panorama favoloso tra l’Alpe della Luna, il Carpegna e il Simone e Simoncello, possiamo tornare indietro fino al Parco, e da lì visitare il Centro visita a Badia Tedalda, allestito nei locali della Proloco.
Al primo piano è stata realizzata una interessantissima sezione didattica, che racconta la storia della civiltà rurale-montana, e permette di scoprire gli usi del bosco, la natura e la biodiversità dell’Alpe della Luna, in percorsi didattici molto divertenti e interessanti
Al piano sottostante il centro visita è invece stata organizzata la sala documentazione sulla Linea Gotica.
Terminata la visita, possiamo riprendendo l’auto da Badia e dirigerci a visitare la Cascata del Presalino, raggiungibile in pochi minuti (inserire la destinazione qui). Nei pressi della bella cascata è anche presente un’area picnic col barbecue. Merita una visita il vicino santuario della Madonna del Presale.
La Linea Gotica
Nel luglio 1943, al momento dello sbarco anglo-americano in Sicilia, i tedeschi, già dubbiosi sulle intenzioni degli italiani circa la continuazione della guerra, intensificano lo spostamento di truppe verso l’Italia, e all’indomani dell’armistizio completano rapidamente l’occupazione militare della penisola, senza incontrare grandi resistenze. Nell’autunno del 1943 viene adottata la strategia di Kesselring di una ritirata combattuta: mentre nei primi mesi del 1944 i tedeschi contendono palmo a palmo il territorio, sugli Appennini cominciano la costruzione di fortificazioni per la Linea Gotica.
La linea Gotica (che venne successivamente rinominata Linea Verde dai tedeschi2) è la principale di una serie di linee difensive3, per mettere in atto la ritirata combattuta. E’ anzi nelle intenzioni dei tedeschi la Linea più importante per organizzare lo scontro con gli Alleati. La Linea Gotica è costituita da un sistema di fasce fortificate che da Marina di Massa salgono subito sulle Alpi Apuane, per poi attraversare l’area del medio Serchio fino a Borgo a Mozzano e salire poi di nuovo verso l’Appennino pistoiese, al Passo della Collina. Da qui in avanti - raggiunto Vernio e il Passo della Futa – le fortificazioni corrono ininterrottamente sul crinale principale dell’Appennino, concentrandosi sui passi (Giogo di Scarperia, Colla di Casaglia, Passo del Muraglione, Passo della Calla, Passo dei Mandrioli). Piegano successivamente verso l’alta valle del Savio e risalgono di nuovo alle Balze, a Pratieghi, a Sestino, ed infine - da Piandimeleto - si collocano lungo la sponda sinistra del Foglia fino a Pesaro, per un totale di circa 300 km che tagliano il territorio Italiano.
La linea principale viene fatta precedere da una zona di sicurezza in cui i genieri tedeschi creano ostacoli per una fascia di 10 chilometri, smantellando linee di comunicazione, distruggendo installazioni ed edifici, minando ogni corridoio di transito. La “Gotica”, inoltre, viene rafforzata da una seconda linea. più arretrata, a circa 20 km di distanza.
Per la mancanza di tempo, la linea non è fortificata, ma piuttosto sfrutta l’orografia del terreno e gli ostacoli naturali. I punti maggiormente fortificati sono le zone costiere e il Passo della Futa (più facilmente aggredibile di altri passi); queste aree sono protette con chilometri di fossati anticarro, bunker in cemento armato, torrette di carri interrate, reticolati, campi minati. Altrove si allestiscono difese più semplici: camminamenti e ricoveri mimetizzati nel terreno, grotte, trincee, parapetti in pietra.
La costruzione della Linea Gotica è affidata alla Todt, che sfrutta per la sua costruzione anche molti lavoratori civili, spesso reclutati con rastrellamenti - e talora anche barbaremente uccisi, come nei pressi di Partina.
L’attacco alla Gotica avviene il 25 Agosto 1944, con l’operazione Olive. Prevede un massiccio attacco della VIII Armata britannica sulla costa adriatica per costringere i tedeschi a spostare il grosso delle forze in Romagna; quindi l’avanzata della V Armata americana su un centro delle linea ormai sguarnito, e - dopo aver preso Bologna - l’attacco decisivo, dal retro, ai danni della X Armata tedesca. Gli inglesi (affiancati da reparti greci, polacchi, canadesi, neozelandesi, indiani e nepalesi), impiegano quasi un mese per arrivare a Rimini, subendo perdite ingenti. Gli americani - conquistato il Passo del Giogo dopo una settimana di aspri combattimenti - avanzano anch’essi lentamente, ostacolati da un’accanita resistenza tedesca.
Viene deciso così il 13 novembre di arrestare l’avanzata alleata. Per la Resistenza si apre quindi un Lungo Inverno. Provati da mesi di stragi lungo la Linea Gotica, il cui culmine avvenne tra luglio e settembre, il territorio subisce ulteriormente una ulteriore stagione di repressione nazifascista, che falcidia le bande partigiane, costringendole a ritirarsi o disperdersi.
L’offensiva decisiva sulla Gotica riprese il 5 aprile del 1945 e culmina con la liberazione di Bologna il 21 aprile, anticipando di pochi giorni l’insurrezione generale del 25 aprile e la fine delle ostilità sul fronte italiano del 2 maggio.
Informazioni utili
Mappa: Valtiberina Toscana (DREAM)
Punti di appoggio: Area barbecue presso la Cascata del Presalino .
Sito del Parco storico della linea Gotica: https://visitbadiatedalda.it, che contiene informazioni su:
- Parco storico
- Sala Documentazione
- Gli Itinerari della Linea Gotica
Presenza di fonti: si
Presenza di bracieri: si
Ringraziamenti
Si ringrazia Fulvio, della Proloco, e Valter, per informazioni e disponibilità nella visita dei luoghi.
Footnotes
https://www.storiatifernate.it/id/azioni-partigiane-e-repressione-nazi-fascista-a-ridosso-della-linea-gotica/↩︎
Venne rinominata Linea Verde per volere dello stesso Hitler, che temeva le ripercussioni propagandistiche negative qualora il nemico avesse sfondato una linea dal nome emblematicamente collegato alla popolazione germanica.↩︎
Nel territorio aretino, oltre alla Linea Gotica, facevano da prologo l’Arno Line e l’Arezzo Line. Proprio la presenza di un territorio così montuouso in provincia di Arezzo favorì la creazione di queste linee, che difendevano territori strategici, e fu una delle cause delle stragi che macchiarono il territorio tra primavera e estate del 1944.↩︎