La Verna e la Linea Bruna

Casentino
Memoria
Author

Francesco

Published

June 6, 2024

La Linea Bruna fu una linea secondaria davanti alla Linea Gotica, realizzata come sbarramento della valle del Tevere, tra Pieve S. Stefano e i valichi di M. Coronaro e Verghereto.

La Linea Bruna si estendeva dal Monte Penna (Verna), verso il Monte Faggiolo e i Monti della Modina, Poggio Castelluccio, Monte Faggio, fino a Montalto e Monte Verde.

Se l’operazione Vandal (di cui ho parlato in un precedente post) aveva rappresentato la principale offensiva militare per scardinare dal Pratomagno e dal Casentino le resistenze tedesche, a fine agosto del 1944, una mutuata strategia militare sottrasse molti soldati al contingente alleato, portando a una lenta e difficoltosa avanzata verso Caprese Michelangelo e La Verna.

In questo racconto-percorso percorreremo un tratto della Linea Bruna, verso il poco conosciuto Monte Faggiolo, posto sopra il passo dello Spino, luogo che fu teatro il 5 settembre del 1944 di uno scontro decisivo sulla linea Bruna, nello stesso giorno della liberazione di Chiusi.

Il percorso

L’itinerario inizia dal parcheggio prima del Santuario della Verna, vicino al ristorante la Melosa, dove possiamo parcheggiare.

Da qui si percorre per cento metri la strada provinciale, per poter prendere il sentiero 50, in direzione Monte Calvano.

Inizio del sentiero 50

Si percorre il sentiero per circa mezzo chilometro, fino a giungere a un bivio, che prendiamo a sinistra, rimanendo sempre sul sentiero 50.

Bivio a sinistra verso il M. Calvano

Il sentiero sale per circa 400 metri fino ad arrivare al bivio, in prossimità della Croce alla Calla. Da qui si prende a destra sempre sul sentiero 50 e si sale fino al Monte Calvano.

In prossmità del bivio, da prendere a destra, si nota la Croce alla Calla

Vista del M. Penna dal sentiero 50

Sentiero verso Monte Calvano

I prati del Monte Calvano

Giunti ai prati del Monte Calvano (m. 1254), da cui si gode di una ampia una vista sulla Valtiberina e l’Alpe di Catenaia, si procede prendendo la deviazione a destra (sentiero CAI 064), per scenderere dai prati verso Monte Faggiolo.

Monte Faggiolo sullo sfondo, visto dal Calvano

Deviazione a destra sul sentiero CAI 064

Si scende dai prati per circa mezzo chilometro fino a rientrare nuovamente nel bosco.

Dai prati si riprende il bosco verso M. Faggiolo

Si procede poche centinaia di metri sul sentiero 064, fino a prendere una deviazione a sinistra per poter visitare Monte Faggiolo (1208 m)

Si prende deviazione a sinistra che si stacca dal sentiero 064

Salita verso Monte Faggiolo

Monte Penna visto da Monte Faggiolo

Si ritorna quindi sui nostri passi per riprendere il sentiero 064. Dopo circa mezzo chilometro teniamo la destra, e qualche centinaio di metri più avanti continuiamo a destra, a un incrocio corrispondente al sentiero CAI 061, che seguiamo fino a giungere dopo circa un chilometro e mezzo al primo incrocio col sentiero CAI 50 che abbiamo trovato a inizio passeggiata. Non ci resta che percorrere gli ultimi seicento metri per chiudere l’anello.

Prendiamo il sentiero CAI 061, a destra

Cappella che troviamo all’incrocio del CAI 061

Pannello informativo sul SIC Monte Calvano

Tutto il percorso è lungo 7.1 km, per un dislivello complessivo di 260 metri in salita.

La linea bruna

ll 15 agosto 1944 gli alleati sbarcarono in Provenza: l’operazione Anvil-Dragoon, che distolse risorse militari dal fronte italiano. Il rammarico fu soprattutto dei britannici, che, a differenze degli americani, spingevano per una rapida avanzata sulla Penisola.

Dieci giorni dopo, il 25 agosto 1944, l’Operazione Olive, programmata per aggredire la linea Gotica sul lato adriatico delle difese tedesche, richiese lo spostamento dal Casentino verso la zona costiera della 4a divisione indiana. La 10a Divisione Indiana, già duramente impegnata sull’Alpe di Catenaia per l’Operazione Vandal, dovette anche assumere la responsabilità del tratto di fronte lasciato dalla 4a (ad esempio a Poggio Grillo).

Il fronte sull’Alpe di Catenaia visse dunque per alcuni giorni una fase di relativa stasi, con un avanzamento modesto ma progressivo delle truppe indiane e una tattica duttile da parte dei tedeschi. Pur continuando a sfruttare le opportunità difensive offerte dal massiccio, essi si prepararono a frapporre ulteriore resistenza su una nuova linea di difesa, la “Bruna”, immediatamente precedente la Linea Gotica: sul versante occidentale dell’Alta Valle del Tevere aveva come roccaforti i Monti Penna, Faggiolo, Castelsavino e i Monti della Modina1.

Il 31 agosto gli Alleati risalirono il Singerna e raggiunsero Faeta. L’indomani assunsero il controllo di Poggio Stantino e Poggio di Garavone (tra Chiusi e Pieve Santo Stefano). Tra il 2 e il 3 settembre, mentre a valle veniva definitivamente liberata Sansepolcro e i primi mezzi corazzati raggiungevano a fatica il territorio di Pieve Santo Stefano, i punjabi della 25° brigata lanciarono una prima incursione su Montalone, poco dopo il passo dello Spino.

Il 5 ottobre i punjabi conquistarono all’arma bianca Monte Faggiolo e il passo delle Pratelle, al prezzo di numerose vite da entrambi gli opponenti. Il giorno seguente conquistarono anche Monte della Modina e Monte Castelsavino, le alture a ovest di Bulciano. Si combatté anche all’arma bianca, sotto la pioggia. Sulla cresta montuosa furono raccolti i corpi di 65 tedeschi. Mentre infuriava la battaglia sulle alture a nord-est di Monte Penna, il 5 settembre gli anglo-indiani, provenienti da Chiusi, assumevano il controllo anche de La Verna2.

Informazioni utili

  • Mappe consigliata: Valtiberina Toscana (DREAM), o Sentiero 50 (CAI)
  • Punti di appoggio: Ristorante la Melosa, Santuario della Verna
  • Presenza di fonti: si (presso il Santuario)
  • Presenza di bracieri: no

Footnotes

  1. A. Tacchini - Guerra e Resistenza nell'Alta Valle del Tevere 1943-1944, Petruzzi Editore, 2016.↩︎

  2. Si veda anche il blog di A. Tacchini: https://www.storiatifernate.it/id/verso-la-verna-e-la-linea-bruna/↩︎

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