
Sulla parete destra dell’ingresso del Palazzo Vescovile di Arezzo, una targa ricorda le figure religiose cadute durante la seconda guerra mondiale. “Segnarono la loro fede con il sangue”.
Tra i nomi riportati si leggono quelli di Don Giuseppe Tani, catturato con il fratello Sante a Casenovole di Anghiari (si legga il precedente racconto) Padre Paolo Roggi, caduto al Frugnolo (ne abbiamo parlato a proposito della Battaglia di Lignano), Don Dante Ricci (morto a Pratovalle, ne abbiamo parlato a proposito del sentiero partigiano del Pratomagno).

Tra i nomi viene riportato anche Don Domenico Mencaroni, parroco di Verazzano e Toppole, perseguitato dai fascisti e brutalmente ucciso dai nazisti, per avere dato aiuto alle persone che si erano rifugiate in quelle montagne.
Nel ricordare la figura di D. Mencaroni, il racconto-percorso scoprire due gemme dell’Alpe di Poti, il borgo incastellato di Toppole e la bellissima Badia di S. Veriano… a piccoli passi!
Il percorso
Il nostro percorso parte dal piccolo paese di Tortigliano, che da Arezzo si raggiunge prendendo la strada SS73 in direzione Sansepolcro. Superate le Ville, poco dopo si trova una deviazione a sinistra con indicazioni Tortigliano. Si prosegue per circa 4 km fino al piccolissimo paese di Tortigliano.


Visitiamo la minuscola chiesa; apparentemente sembra chiusa, ma una piccola maniglia permette di aprire la porta. L’interno è comunque pressochè vuoto, e la chiesa è in ristrutturazione.
Superiamo il gruppo di case e troviamo sulla destra una strada bianca che sale, e superato un casale, si alterna tra oliveti e boschi di querce.


Dopo circa 1.2 km si incrocia una strada, che a destra scende a Toppole (la prenderemo a fine giro), mentre noi prendiamo a salire sulla sinistra, trovandoci a breve a costeggiare dei bellissimi castagneti da frutto.


Dobbiamo continuare a salire per circa mezzo chilometro, prendendo un paio di incroci a destra, finchè il sentiero sale ancora più ripidamente tra castagneti.


Dopo un altro mezzo chilometro bisogna fare attenzione, perchè il sentiero sembrerebbe andare a sinistra, mentre a destra c’è il nostro sentiero, in parte nascosto dalla vegetazione.


Attenzione! Qui si trova un tratto di qualche centinaia di metri, percorribile ma un pò sporco, fate attenzione alla traccia, e se portate con voi delle cesoie, potete liberarvi da un pò di vegetazione ingombrante.


Siamo in dirittura d’arrivo al Poggio di San Veriano dove scorgiamo sullo sfondo la bellissima Abbazia.

Una volta che scorgiamo il “campo da calcio” possiamo attraversarlo, facendo attenzione alle recinzioni dei cavalli, oppure allungare leggermente passando da sentiero fino alla strada bianca.

L’abbadia di San Veriano è datata metà dell’XI secolo in seguito alla diffusione del culto del santo bizantino, le cui reliquie erano state raccolte nel 1012 nel duomo di Città di Castello1. L’abbazia passò nelle mani dei monaci camaldolesi nel XII secolo e subì il declino nel XIV secolo, coincidente con la crisi politica di Arezzo che si concluse con la sottomissione a Firenze del 1384. Tra il Seicento e il Settecento subì alcuni interventi di restauro che ne hanno dato l’odierna fisionomia, mentre nell’Ottocento diventò chiesa parrocchiale.


Terminata la visita, seguiamo la strada bianca che scende a un bivio, dove a destra continuiamo a scendere fino a che non giungiamo all’abitato di Toppole.






Di origine Longobarda il Castello di Toppole rientra nel sistema d’insediamento fortificato sulla destra della valle del Sovara, insieme ai vicini abitati di Valialle, Casale, Upacchi e Scoiano. Le prime notizie risalgono al 1087, quando Enrico di Bernardo di Galbino s’impegnò a difendere Toppole per conto dei vescovi aretini. In seguito il castello fu soggetto a varie successioni: monaci Camaldolesi, Ranieri di Galbino, la famiglia aretina dei Tarlati ed infine i fiorentini.
Da Toppole, un bellissimo sentiero tra i castagni risale fino all’incrocio che abbiamo preso all’inizio del percorso, che a sinistra ridiscende a Tortigliano



Tutto il percorso è lungo 9.4 km, per un dislivello complessivo di 415 m in salita.
Don Domenico Mencaroni
Don Domenico Mencaroni2 era nato a San Martino Sopr’Arno nel comune di Capolona il 12 luglio 1909. Nel 1935 fu ordinato sacerdote e inviato quale parroco a Sant’Emidio di Viamaggio, nel Comune di Badia Tedalda. Problemi di salute e problemi familiari lo costrinsero a spostarsi in una parrocchia più agevole e quindi nel 1937 fu nominato parroco della Chiesa delle Sante Flora e Lucilla a Verazzano, sulle montagne tra Anghiari e Arezzo. Successivamente fu nominato anche economo della parrocchia di San Clemente a Toppole e stabilì in quella canonica la sua residenza.

Questi si era prodigato ad accogliere i numerosi prigionieri fuggiti da Renicci dopo l’armistizio, militari sbandati, e giovani renitenti, che si era nascosti tra quelle montagne. Fu questo la causa della sua morte. Le autorità fasciste cominciarono a sorvegliarlo. Con l’avvicinamento del fronte, nel luglio 1944 furono i tedeschi ad entrare nella sua abitazione e a trovare sulla sua scrivania articoli di giornale critici nei confronti del nazismo.
Lo iniziarono a cercare fino a che fu lui stesso a presentarsi al comando situato presso la chiesa di Tortigliano. Fu arrestato e imprigionato. Nella notte tra il 16 e il 17 luglio fu ucciso e poi sfigurato con il calcio di un fucile. Fu casualmente ritrovato da dei pastori due giorni dopo.
Informazioni utili
Mappe consigliata: Sentiero 50 (CAI) o Valtiberina Toscana (DREAM)
Presenza di fonti: Si (Badia S. Veriano)
Ristoro: vicino a Toppole si trova il Ristorante il Bosco aperto nel fine settimana
Footnotes
Marco Botti - Badia San Veriano, un gioiello camaldolese in Valcerfone https://www.arezzonotizie.it/blog/arezzo-da-amare/badia-san-veriano.html
© ArezzoNotizie↩︎Santino Gallorini - Gigli spezzati. L’assassinio di due preti di Anghiari. La misteriosa morte di don Domenico Mencaroni, parroco di Verazzano. Il massacro di don Giuseppe Tani, parroco di Casenovole. Nuova Prhomos, 88 pp.↩︎